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Tempora et mores

le mie poesie
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RECENSIONE DI DANILA OPPIO

O tempora o mores!
O tempi, o costumi!
Seneca il Retore, (Suasoriae VI.3) commentando la corruzione dei costumi, chiama in aiuto Cicerone con queste parole: "Tuis verbis, Cicero, utendum est: o tempora! o more!
Dobbiamo usare le tue parole, o Cicerone: o tempi! o costumi!. Cicerone, infatti, deplora spesso la corruzione che si è diffusa anche tra i politici e rimpiange il passato proprio con questa esclamazione: o tempora, o mores! che si ripete in varie orazioni. Oggi l'esclamazione ciceroniana è spesso usata in tono scherzoso o bonariamente polemico.
L’autore Tommaso Mondelli, parafrasando Cicerone, ha scelto un titolo che, pur seguendo le tracce dello scrittore e oratore latino, non fosse pedissequo. Tempora et mores.
I tempi sono passati, ma non ci sembra che siano cambiati molto, dall’epoca romana. La corruzione è un male che scorre come veleno, e percorre i secoli e i millenni.
Mondelli, nelle sue poesie, con piglio pungente, disegna i comportamenti dei politici attuali, degli economisti che, invece di far economia, sperperano patrimoni che sono della Nazione e non loro personali. Il tutto, a danno dei poveri italiani, cui non resta che piangere, proprio come in quel film del 1984, di Massimo Troisi e Roberto Benigni.
In effetti, abbiamo le mani legate, poiché il popolo non ha più voce e deve subire le decisioni di un governo che non opera per l’interesse del popolo ma per proprio tornaconto. Però non ci restano solo  lacrime! Al poeta, la soddisfazione di comunicare, con le sue composizioni poetiche, quel che accade in questi tempi,  non la si può negare. Mani legate, dunque, ma lingua sciolta!
Sono felice che Mondelli, dopo un periodo piuttosto difficile, trascorso in ospedale per un suo delicato intervento, e poco dopo, in lutto per la dipartita di sua moglie, abbia ripreso la volontà di continuare nella scrittura. “Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”  è  diventato anche il suo motto, non solo dell’Alfieri. Così, dal secondo semestre dello scorso anno, fino a pochi giorni fa, ha inanellato versi per una nuova silloge. Le ultime poesie le ha composte dopo aver festeggiato il suo 97mo compleanno.
Che dire? Non è da tutti, essere scrittori prolifici. Conosciamo però la grande inventiva dell’autore, che segue il corso degli eventi, e li traduce in rima. In questa silloge possiamo anche leggere versi su argomenti non propriamente di natura politica. Tutte le poesie sono spassose e da gustare interamente.
E concludo anch’io con la parodia del film di Benigni e Troisi : “non ci resta che ridere!”
Bravissimo Tommaso Mondelli, sono certa  che non ti fermerai qui.









 
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