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Poesis

le mie poesie

Poesis
- Sui Monti della Luna -

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Prefazione a Poesis – I Monti della Luna di Tommaso Mondelli

Ut pictura poësis, formulata dal poeta Quinto Orazio Flacco, tradotta letteralmente significa "Come nella pittura così nella poesia" (Orazio, A. Pisone, 361) a significare che "la poesia è come un quadro" o "un quadro è come una poesia". Applaudo l’autore, per la felice scelta del titolo Poesis alla sua nuova silloge. Il sottotitolo fa riferimento alla prima poesia di questa silloge poetica.

La produzione letteraria, ma soprattutto poetica, dell’immenso pensiero di Tommaso Mondelli, mi ha portato alla mente un’immagine, come  un’istantanea scattata tra i sentieri di montagna, affiancati da ruscelli saltellanti su di un letto di ciottoli levigati dall’incessante fluire delle sue acque.
I versi dell’autore, come le fresche acque del torrente montano, rimbalzano ritmici e rimati, producendo suoni  armonici nell’anima.  Parlano delle realtà della vita, passata, presente e futura, e seppur alcuni accennano alla morte, attraverso urne e sepolture, il desiderio di libertà conduce la poesia verso praterie dove quel “polvere sei e polvere diverrai” si fa tutt’uno con la natura.
La poesia non sarà dunque ingabbiata in una fossa, ma volerà libera nell’aria, per divenire proprietà di ogni uomo, come ben diceva il grande poeta spagnolo Rafael Alberti, in quella sua ode: “Poetas andaluses”.
La lieve ironia, il tono spesso canzonatorio, danno la netta percezione di uno spirito battagliero, positivo, pronto ad accogliere anche il lato oscuro dell’umanità, come un fatto assodato, e quindi da dover accettare senza farne un dramma. Mondelli riesce così a trasformare una tragedia in commedia, e quest’ultima in una farsa, capace di far sorridere anche il peggiore dei pessimisti.
Ho letto diverse recensioni, scritte da poeti e scrittori, che accompagnano le sue precedenti sillogi poetiche, non vorrei quindi essere tacciata di plagio, se dovessi ripetere quanto già scritto da altri, ma che da subito, nel prenderne visione, l’ho sentito mio.
Tommaso Mondelli è uno scrittore e poeta che mi è piaciuto definire “L’Ultimo Cavaliere”, e questo non solo dettato dalla lettura dei suoi scritti, ma soprattutto dall’aver potuto costatare che anche nelle sue e-mail, non manca mai di stupire con espressioni di alto valore poetico, letterario e umanistico.
Di lui è stato detto tanto, uomo dalla vena poetica fertile, scrittura raffinata, ricca, forbita, poesia che commuove e svela una sapienza conquistata nella vita, ma anche attraverso studi approfonditi, tali da fargli conseguire ben tre lauree in età matura. Tommaso non se ne vanta, e forse neanche vorrebbe che ne facessi cenno, ma io credo che meriti pienamente un nostro plauso, poiché la sua forte volontà di apprendere cose nuove, la sete di cultura, lo rendano pienamente degno di grande rispetto.

 
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